Castello di Montebello

La Repubblica di San Marino fu fondata nel 301 d.C. ed è la più antica repubblica di tutta l’Europa. Fa parte della comunità europea quindi non necessita il passaporto per poter accedere. Sorge sul monte Titano, ad un’ altezza di circa 700 metri dal livello del mare.

Dista 24 Km dalla costa romagnola di Rimini, Riccione, Cattolica, Cesenatico e Milano Marittima. Il monte Titano è caratterizzato da tre punte che assieme rappresentano il Paese. Da inizio all’Appennino tosco – romagnolo. Il monte ha una configurazione collinare: roccia calcareo – arenacea, che deriva dai residui di una frantumazione di una grande placca sottomarina che risale a 20 milioni di anni fa.

Tale placca ha dato origine anche ai paesi limitrofi quali Simoncello, Fumaiolo e San Leo. Dal Titano nascono alcuni torrenti le cui acque confluiscono nei principali fiumi che attraversano il territorio sammarinese. Tra questi il Marano e il Marecchia che, dopo poco più di venti chilometri, sfociano nel mare Adriatico: il primo a Riccione, il secondo a Rimini.

Viceversa, il punto più basso del Paese è a Falciano, località di Serravalle, a 55 metri sul livello del mare. Caratterizzata da una straordinaria indipendenza dallo Stato italiano, la Repubblica vanta di un’intensa attività internazionale in relazione al suo piccolo territorio che è di 61.196 chilometri quadrati. Nell’arco degli anni venne riconosciuta un Paese di pace, libertà e di diritti universali dell’uomo.

E’ dotata di un proprio ordinamento giuridico ed istituzionale secondo i principi di democrazia. Manifestazioni, eventi, opere d’arte, luoghi turistici e shopping sono le diverse attrattive che ha il turista che si reca in questa cittadina. Le tre Rocche, le Piazze, le Chiese, i mille negozi tipici, e le vie caratterizzano il cuore della Repubblica. Outlet delle grandi griffes, profumerie, souvenir, gioiellerie e prodotti artigianali danno la possibilità al turista di far shopping a buon prezzo!

sito internet: San Marino

Il Paese si trova sull’antica via romana: la Via Emilia. Confina con la provincia di Forlì- Cesena, a Nord di Rimini. Il dominio del XIII secolo fu dei conti Ballacchi e successivamente dei Malatesta che spodestarono i Conti nel XV secolo.

La Rocca Malatestiana venne eretta dall’omonima Famiglia, caratterizzata da una torre molto alta che può essere visibile anche da diversi chilometri di distanza, realizzata nel XIV secolo circa. L’arco di Papa Clemente XIV venne costruito nel 1769 e progettato dall’architetto Morelli Cosimo. Tale arco, assai monumentale fu terminato nel 1777, qualche anno dopo la morte del Pontefice.

Il Campanone si trova nel punto centrale del borgo di origine medievale è il simbolo della città assieme all’Arco. Lo stile del Campanone è quello gotico: merlatura nella parte alta e l’immagine di San Michele Arcangelo in ferro battuto che mostra la direzione del vento rendono la struttura unica nel suo genere. I principali luoghi da visitare sono: Porta Cervese detta anche Porta del Sale che proteggeva la città in passato, costruita sempre dai Signori Malatesta; il Museo Etnografico che ricorda la vita quotidiana di un tempo, il museo del Bottone che raccoglie un’infinità di bottoni dal 1800 ai nostri giorni.

Le grotte delle vinerie aperte durante la festa estiva Calici di Stelle. Le vie del centro storico durante le serate del 9 e 10 Agosto sono circondate da profumi e sapori: Calici di stelle raccoglie ogni anno molti turisti che si recano a Santarcangelo per degustare vini d.o.c. consigliati dalle migliori cantine del territorio: circa una cinquantina sono le vinerie che ogni anno partecipano.

Si potrà acquistare in un kit che comprende un calice serigrafato, l‘apposita borsetta da porre il calice e dei tagliandi utili per le degustazioni. Musica di folclore ogni anno anima Piazza Ganganelli, Piazza Marini, Piazza Balacchi luoghi di congregazione degli abitanti santarcangiolesi.

sito web: Santarcangelo di Romagna

Il Paese è delimitato da una strada caratterizzata da pini e vigneti a 330 metri di altezza dal livello del mare. Vanta di un panorama mozzafiato dove si possono ammirare le dolci colline, la valle ed infine il mare. Gode di antichissima storia legata alle vicende dei Signori Malatesta e ancor prima fu insediamento della civiltà villanoviana, importanti sono i reperti in buon stato di questa civiltà.

Il paese ha una struttura di epoca medioevale, ebbe diverse dominazioni: dai Signori Malatesta, di Federico da Montefeltro a quello della Chiesa. La Rocca di Verucchio è il monumento principale, caratterizzata da costruzioni appartenenti a periodi diversi: dal XII e il XVII secolo. La struttura si presenta solida e maestosa. Altro monumento degno di essere visitato è il castello di Verucchio che risale al 962 d.C.

Ottone I lo diede in dono a Ulderico di Carpegna la cui famiglia rimase fino al 1141. Conci di pietra assai squadrati e combacianti e resti di costruzioni più recente caratterizzano la torre nel cortile piccolo. All’interno della Rocca la Sala Magna fino al 1700 ci fu un teatro, al giorno d’oggi è presente una mostra che presenta l‘evoluzione degli stemmi araldici nel corso dei secoli.

Il Torrione SS. Trinità fu fatto costruire su ordine di Sigismondo Malatesta e con il torrione di San Andrea aveva la funzione di difendere gli angoli della cinta muraria dal lato nord ovest. La Torre del Mastin Vecchio è la parte più antica del Castello. Piazza Malatesta è caratterizzata da ciottoli e palazzi rinascimentali che la circondano tutt’intorno.

La Torre dell’orologio fortificazione della Rocca al tempo dei Malatesta, venne trasformato totalmente nel 1729. Nel Museo Civico Archeologico si trova un antico monastero dei Padri Agostiniani fondato nel XIII secolo e ampliato in epoche successive. Tombe, necropoli sono i reperti che caratterizzano tale museo: testimoniano che Verucchio in epoca Villanoviana fu centro assai importante.

sito web: Verucchio

L’antico Paese si trova a 583 metri dal livello del mare, dista a 32 km dalla città di Rimini nella zona della Val Marecchia bagnata dall’omonimo fiume. Giace su di un maestoso masso roccioso estremamente arduo che non può essere valicato. Definito anche Montefeltro, dalla dinastia che ha regnato per vari secoli nella Valle. Dalla strada unica che da la possibilità di raggiungere il Paese, si può ammirare la punta più alta dello sperone dove si eleva un Forte.

Quest’ultimo venne ripreso da Francesco di Giorgio Martini su ordinazione di Federico III da Montefeltro ne XV secolo. Dichiarato patrimonio dall’Unesco nel 2009 tale contea del Montefeltro fu teatro di battaglie militari e civili per due millenni e venne definita la Capitale d’Italia da Berengario II. Dante, Francesco d’Assisi, il Conte di Cagliostro e Felice Orsini soggiornarono a San Leo.

In particolare Dante citò la fortezza nella Divina Commedia, San Francesco d’Assisi ricevette in dono il Monte della Verna dal Conte Orlando della città di Chiusi nella zona del Casentino. Tutt’ora è presente e ben conservata la stanza dove ci fu il colloquio. Il Forte divenne prigione durante la dominazione pontificia, vennero rinchiusi il Conte di Cagliostro e Felice Orsini.

Per quanto concerne il patrimonio architettonico si può ammirare la Pieve preromanica, il Duomo romanico del XII, il Forte, il Museo di Arte Sacra nel Palazzo Mediceo. Il panorama che si può ammirare dallo sperone spazia dai monti quali quello di Pietracuta e di Piega, la vallata del Marecchia fino a vedere il tratto di mare azzurro.

Campi da calcio, da tennis, un avio di superficie dove è possibile praticare il volo a vela e dalle rocce del monte San Severino si può decollare con il parapendio.

sito web: San Leo

Montefiore si trova nella Valle del Conca, su un promontorio dove nelle giornate limpide lo sguardo abbraccia la costa da Fano a Ravenna. Definita la “capitale medioevale” è considerata uno tra i paesi governati dalla Signoria dei Malatesta “uno dei più integri e affascinanti”. Viene definito e elencato nel circuito di uno dei “Borghi più belli d’Italia”.

Il Paese è caratterizzato da un’affascinante Rocca risalente all’epoca dei Malatesta. Caratterizzata da pietre derivanti dalle zone limitrofe, offre con le sue linee severe e imponenti panorami con vista sulla valle. Nel 2006 sono iniziate diverse ricerche archeologiche che hanno dato la possibilità di aggiornare il rapporto tra il sito e le fonti storiche.

In base a tali ricerche si riteneva che il castello fosse sorto intorno al 1337 per volontà dei Malatesta, certamente nel 1347 la rocca doveva essere già costruita e funzionante per poter ospitare in tale anno il re e la regina d’Ungheria. Il Castello ebbe la dominazione dei Malatesta fino al 1458 e successivamente venne occupato da Federico di Montefeltro.

Ampliato intorno alla prima metà del ‘300, nei secoli successivi fu ristrutturato e abbellito da Sigismondo Pandolfo, recentemente restaurato sono stati svolti lavori di consolidamento dell’intera struttura, permettendo di accedere anche agli ambienti più antichi che prima erano di difficile accesso. I lavori sono stati condotti dalla Sovraintendenza della belle Arti di Ravenna che ha poi proceduto alla rimozione del pavimento.

Le ricerche archeologiche hanno riportato alla luce una quantità notevoli di reperti, in ottimo stato. Boccali che costituiscono testimonianza delle più antiche e rare maioliche smaltate dell’Italia centro-settentrionale, quelle di produzione pesarese e faentina. Vetri, per la maggior parte i bicchieri e le bottiglie di produzione veneta. Monete, attrezzi da lavoro, armi e un prestigioso sigillo in bronzo. Maestosa la sala dell’Imperatore dove vengono conservate le pitture laiche che risalgono alla metà del Trecento attribuite al pittore di Bologna Jacopo Avanzi.

sito web: Montefiore

Mondaino si trova a 420 metri di altitudine tra le colline, al confine tra la regione dell’Emilia Romagna e quella delle Marche. Da tale altezza si può ammirare una magnifico panorama: il mare Adriatico da un lato e la zona del Montefeltro dall’altro. Mondaino nell’arco dei secoli venne definito il monte del daino e anche il monte di Diana, quest’ultima era la dea della caccia, si narra che qui avesse avuto un tempio molto importante.

Famosa è la festa che si celebra ogni anno in questo Paese: “Il Palio de lo Daino”, definita una ricostruzione storica delle antiche feste di epoca medioevale e più precisamente tali festeggiamenti vogliono ricordare il giorno nel quale in un terreno di Mondaino il Conte Federico del Montefeltro si riconciliò con Sigismondo dei Malatesta e fecero una festa di pace con allegria.

Durante questa manifestazione si possono ammirare contrade di borgo, il castello nel suo splendore, Contado e Montebello. Ci sono inoltre ricostruzioni minuziose di arti e mestieri assai antichi, spettacoli suggestivi con i falconieri, menestrelli che parlano in rima in lingua latina, alchimisti, cantori goliardici, saltimbanchi infine giullari e streghe in un ambiente caratterizzato da luci, penombre e abitanti vestiti d’epoca.

Il turista potrà sentirsi nel quindicesimo secolo assaporando gustose prelibatezze nelle tipiche taverne e rustiche osterie delle strette vie. Al di là delle mura un territorio ricco di flora e fauna, rurale in certe zone e quasi selvaggio in altre: un sorprendente territorio a pochi chilometri dal mare.

In particolare si possono ammirare i calanchi, gole nelle quali scorrono dei torrenti e rii dalle quali derivano i nomi delle vallate, tra le quali: Val Mala, Val Ventena, sorgenti del Tavollo. Campi verdi, con un prato pettinato dal vento dove si elevano splendidi ulivi dalle forme più strane. Case di sasso nelle campagne e qualche frantoio funzionante nel periodo autunnale.

sito web: Mondaino

Il Paese si trova lungo la valle dell’omonimo fiume, famoso a partire dal 1272 con il nome di Pian di Castello. A Mercatino Conca è presente una natura ancora intatta con una superficie boschiva di oltre 58 ettari caratterizzata da ontani, noccioli, salici, robinie, carpini neri, roverelle, sorbi e raramente il carpino bianco.

La Rocca di Mercatino fu di origine dei Malatesta, distrutta nel 1462 ad opera del Signore Federico di Montefeltro. Il Paese subì le vicende del Ducato di Urbino, nel 1508 Guidubaldo I di Montefeltro, nonché il duca di Urbino, emanò un decreto attraverso il quale autorizzò la Comunità di Monte Grimano a tenere nella “piazza” del borgo nascente chiamatosi al tempo “Genga del Mercato” i mercati settimanali del venerdì e le fiere del Venerdì Santo, quelli di Sant’ Ubaldo e di San Pietro poiché tale centro si trova in una posizione idonea allo svolgimento di attività commerciali e quelle di scambio.

Cittadina di mercatino, punto di ristoro per i viandanti poiché era un centro di collegamento tra San Marino e Urbino fu chiamata nel ‘600 Mercatino.

In tale periodo ci fu un incremento demografico grazie allo sviluppo di attività agricole e commerciali. Luogo di proprietari di bestiame, mercanti e macellai.

Si ricorda la macelleria risalente al 1610, l’Hostaria del 1620.Mercatino è anche luogo di funzioni religiose, importante è il piccolo Oratorio di San Pietro nel quale risiede un Cappellano stipendiato dai fedeli del luogo.

Nel mese di Agosto il Paese festeggia la Sagra del ravaiolo dove si possono assaggiare tipiche prelibatezze romagnole negli stands gastronomici, si può ballare accompagnati da orchestre paesane o ascoltare musica. Per i più piccoli ci sono numerosi giochi. La Sagra è accompagnata da un grandioso spettacolo pirotecnico che illumina la notte.

sito web: Mercatino Conca

Urbino è un comune italiano che conta circa 15.000 abitanti e con Pesaro è capoluogo della provincia di Pesaro e Urbino nella regione delle Marche. Centro molto importante al tempo del Rinascimento italiano, ancora oggi si può ammirare la bellezza architettonica di quel tempo, è patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1998.

Urbino si trova in zona collinare, sulle ultime propagginazioni dell’Appenino tosco – romagnolo. Appena arrivati ad Urbino non passa di certo inosservato lo splendore e l’autenticità del Palazzo Ducale che senza dubbio rappresenta il bene artistico e storico di maggior rilievo in questo Paese. La struttura risale al 1465, sotto la commissione del duca Federico da Montefeltro persona colta e raffinata che diede origine al Palazzo Ducale.

Semplice palazzo prima, il Duca si occupò anche del progetto urbanistico della città definita appunto negli anni successivi “la città del Principe”. Le origini del Palazzo risalgono al nonno di Federico da Montefeltro: Antonio che decise di stabilirsi di fronte al Duomo. Successivamente quando il primo genito venne al potere, e dopo un assestamento finanziario, architetti fiorentini da lui chiamati edificarono un palazzo intermedio tra i due edifici ducali antichi.

Al suo interno, fregi, camini, virtù belliche e arredamenti alquanto sobri. Al giorno d’oggi si può ammirare la Galleria Nazionale delle Marche che comprende una raccolta delle opere d’ arte più importanti a livello nazionale. Opere di Federico Barocci, Raffaello, Tiziano e Piero della Francesca, il Monumento di Raffaello che fu realizzato dallo scultore Luigi Belli tra il 1883 e il 1894 nella piazza Duca Federico.

Secondo solo per notorietà è il Duomo in stile neoclassico, al suo interno si possono ammirare affreschi risalenti al ‘300 appartenenti al pittore Federico Barocci ed oggetti sacri del XIV – XVII secolo. La Piazza del Rinascimento e il suo obelisco egiziano, arrivato a Urbino nel 1737 grazie ai romani, la pittoresca chiesa in stile gotico di San Domenico, Corso Garibaldi caratterizzato da un lungo porticato che termina con un giardino pubblico. Sono questi i principali luoghi da vedere a Urbino, dove assaporare un’ atmosfera rinascimentale.

sito web: Urbino

Il Paese si trova nella provincia di Pesaro e Urbino, conta di circa 113 abitanti. Si trova a pochi chilometri da Pesaro, nel suo entroterra, in zona collinare.

Il comune comprende i paesi di Belvedere, Fogliense, Babbucce, Monteluro, Rio Salso e Case Bernardi.Fino al 13 Dicembre del 1938 il nome del Paese era Tomba di Pesaro. La parola Tomba in latino significa altura, con il governo fascista il duce Benito Mussolini le cambiò il nome in Tavullia.

La Chiesa di S. Lorenzo Martire è il principale punto storico del Paese, in passato venne creata per mezzo dell’unione della parrocchia di S. Michele Arcangelo e quella di S. Lorenzo Martire.

Entrambi le chiese avevano origini antiche ma non si è a conoscenza di chi sia il fondatore, si possono ricondurre al 1500, poiché entrambe compaiono nella visita apostolica del 1574 ad opera del Ragazzoni.

Dal Paese si può ammirare un panorama suggestivo, dal quale si vede tutta la valle fino al mare . Tavullia è famosa per diversi personaggi: Igino Balducci che fu scrittore e poeta; Fabio Tombari scrittore; Graziano Rossi ex motociclista e Valentino Rossi motociclista. Valentino Rossi è l’unico pilota che ha vinto nelle quattro classi differenti del motomondiale: 125, 250, 500, e Moto Gp.

Il nove volte campione del mondo nel motociclismo è nato a Tavullia il 16 Febbraio del 1979 dove attualmente vive. Le principali vittorie sono state con la scuderia Honda e Yamaha. Oltre ad essere stato nove volte campione del mondo nel motomondiale di moto è stato più volte campione anche in rally ed è appassionato in Ferrari tanto da parlare di un futuro ed eventuale passaggio in Ferrari.

Da poco Sky e Valentino Rossi hanno stipulato un progetto che mira a valorizzare i giovani piloti sui principali circuiti internazionali. La società VR46 del Dottor Rossi così definito dai mass media, ha come attività quella di Merchandising in particolare la produzione dell’abbigliamento, dei caschi e tanti tipi di gadget del campione del mondo.

sito web: Tavullia