SAN LEO a 56 km

San Leo

Definito da Umberto Eco, “ La più bella città d’ Italia” San Leo è uno dei borghi più belli del nostro Paese.  E’ stata fatta richiesta di essere inserita nel patrimonio dell’ UNESCO. Interessantissima è la sua storia. Gli studiosi ricollegano il luogo a un origine umbra. Nell’alto medioevo, tra il 961e il 963, assunse il ruolo di capitale d’Italia quando fu stretto in assedio Berengario II, ultimo re del regno d’Italia, da Ottone I di Sassonia.  Fu luogo di passaggio di San Francesco nel 1213, di Dante nel 1306. Il castello fu la prigione di Cagliostro e di Felice Orsini.

Per arrivare a San Leo si percorre un’unica strada dalla strada scavata nella roccia e ammirare un panorama assai suggestivo. San Leo, a 600 metri sul livello del mare, è stata una straordinaria fortezza militare  e macchina da guerra puntata contro chiunque avesse pretese di conquista sul Montefeltro e la valle del Marecchia. Il borgo si trova su un grande masso calcareo: uno sperone di roccia dove si erge il paese caratterizzato da un centro storico e la sua fontana classica,  la Pieve ( la più antica chiesa di San Leo), Il Duomo , Palazzo della Rovere, Palazzo Nardini, il Palazzo Mediceo.

Il Duomo di San Leone è la chiesa medievale più importante di tutto il Montefeltro e rappresenta una delle più singolari ed importanti testimonianze dell’architettura romanico-lombarda.  Le sue mura esterne sono tutte costruite in arenaria e l’ingresso si trova sul lato e non sula facciata principale. Sopra il portale d’ingresso ci sono i busti scolpiti di San Leone e di San Valentino, provenienti della chiesa antica. Pregevole è il ciborio dedicato a San Leone e alcuni capitelli.   Quadrata fuori ma circolare dentro, la Torre Civica è uno straordinario esempio di romanico, ancorata direttamente alla roccia su cui è costruito anche il Duomo.

La Pieve è il più antico monumento religioso di San Leo e di tutto il Montefeltro. La religione cristiana ha cominciato a diffondersi proprio da questo edificio che la leggenda vuole sia stato costruito proprio da San Leone, abile tagliatore di pietre. Le tre navate interne sono divise da due file di colonne con arcate e completata da un bellissimo ciborio del 882. L’interno è singolare perché la chiesa è costruita su un dislivello, quindi sotto le navate c’è un ulteriore piano che contiene la cripta e il cosiddetto Sacello di San Leone.

Se si alzano gli occhi al cielo, da qualsiasi punto di San Leo si vede la fortezza. Costruita su uno sperone naturale di per sé inaccessibile, la Fortezza è da sempre considerata un ammirevole punto d’incontro tra natura e arte. Dopo l’adeguamento alle necessità militari, dal 1631 la Fortezza divenne un carcere con ospiti illustri. Qui furono imprigionati patrioti risorgimentali (tra i quali Felice Orsini) e pensatori ritenuti scomodi, tra i quali il palermitano mago e alchimista Cagliostro. Condannato dalla Chiesa cattolica al carcere a vita perché considerato eretico, Cagliostro fu rinchiuso nella fortezza di San Leo per 4 anni dove morì nel 1795. La cella chiamata “pozzetto” di pochi metri e in cui si entrava solo attraverso una botola dal tetto è oggi visitabile grazie a un’apertura laterale praticata recentemente.

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